La Bottega del Mare

noleggio barche a vela e a motore

Ancorare in rada: quando e come?

Categoria: barche a vela rada - Tag: ormeggio

La rada è un'estensione di mare più o meno vasta (generalmente una insenatura naturale o artificiale), circondata da coste, dove le imbarcazioni e le navi possono ancorare e sostare in sicurezza al riparo dai venti e dalle correnti.

Durante una crociera lungo costa arriva sempre al termine della giornata il momento per skipper ed equipaggio di decidere se cercare un buon ridosso per ancorare in rada oppure se ormeggiare in porto. Sono diverse le variabili a far propendere per l’una o l’altra decisione. Le condizioni meteorologiche prima di tutto, ma anche l’ora prevista di arrivo in un determinato scalo, la familiarità con quel tratto di mare e i suoi fondali, le esigenze delle persone imbarcate, la necessità di scendere a terra per rimpinguare la cambusa, fare carburante o semplicemente godersi una passeggiata, per non parlare della voglia di affrontare la relativa spesa che soprattutto negli scali più rinomati in estate può essere molto salata.

Porto o rada?

Può capitare che anche se si è deciso di cercare un posto in porto di non trovarlo e dovere essere preparati all’eventualità di ormeggiare in rada o alla   ruota di fronte al porto.

Un’opzione che in realtà è una delle più affascinanti della vita a bordo che permette di godersi appieno la bellezza di un tramonto, i momenti di relax dalla  navigazione, la brezza notturna estiva, la quiete della notte lontano dal fracasso delle banchine. 

 

Ma come ci si prepara ad una sosta in rada? Occorre prima di tutto scegliere un luogo riparato dai venti principali e dai fondali liberi da scogli, secche ed  eventuali ostacoli. Lo studio scrupoloso delle carte nautiche è imperativo, così come conoscere le ordinanze delle autorità locali, leggendo i portolani ed eventualmente contattando via radio la stessa Guardia Costiera.

Da considerare per individuare la zona d’ancoraggio sono anche la presenza di eventuali altre imbarcazioni, il traffico marittimo o gli improvvisi cambi di direzione del vento. Fatte salve queste precauzioni, si procede con l’ormeggio. Se l’area di sicurezza per la sosta in rada è sufficiente, il fondale è buon tenitore e non c’è molto vento o risacca, non ci saranno grandi difficoltà. Dopo avere stabilito in base all’ancora e alla quantità di catena a disposizione, il calumo ideale (mai inferiore a 5 volte la profondità del fondale), lo skipper porta lentamente la barca prua al vento nel punto stabilito.

Alcune valutazioni da fare

5) Se ci sono altre barche ormeggiate nella rada?Non date fondo troppo vicino ad altre barche e calcolate il diametro di ruota (o brandeggio) che spesso è causa di spiacevoli sorprese nel caso il vento cambi di direzione e intensità.

6) Come si capisce se l’ancora sta tenendo?Un colpo in retro al motore farà subito capire se l’ancora sta facendo il suo dovere o meno. Una persona a prua starà con un piede sulla catena e comunicherà agli altri se la catena tesa “suona” e vibra: in questo caso l’ancora sta arando sul fondo. Utile, al termine della manovra, impostare il gps e l’ecoscandaglio con un allarme sonoro che avverta lo skipper di uno spostamento anche minimo (fino ad un metro). Altro sistema è quello di fare un classico allineamento barca – terraferma.

7) Cosa fare in caso di vento forte?In caso di vento forte è bene appennellare due ancore, cioè una dopo l’altra sulla stessa linea d’ormeggio, così da poter restare sicuri fino al termine della sventolata. Quando è possibile – in Italia non è consentito – è buona abitudine mettere delle cime a terra che danno più sicurezza e permettono una facile e veloce manovra di uscita. Attenzione però a come sono ormeggiati gli altri visto che con le cime a terra si smette di girare alla ruota.

8 ) E se nella rada sono predisposti dei gavitelli?Fatevi un bagno e controllate lo stato della cima che lega il corpo morto alla boetta di ormeggio; legate la cima di prua alla gassa sotto di essa.

 

A questo punto si prendono dei riferimenti a terra per verificare la posizione della barca controllando lo stato del vento e del mare ed eventualmente attivando segnali di allarmi acustici collegati al gps o all’ecoscandaglio (mai fidarsi solo di questi però e mantenersi vigili). Durante la notte il comandante accende la luce di fonda e, se le condizioni meteorologiche lo impongono, stabilisce dei turni di guardia raccomandando di essere svegliato in caso di necessità.

Finalmente dopo tanta fatica arriva il momento per tutto l’equipaggio di godersi la pace e l’incanto della natura. Buona rada a tutti.

 

 

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati (*)

Nome (*): Email (*): Codice Antispam (*):